Economia
Mirto è un paese che vive delle
risorse del territorio. La radice toponomastica e la sua storia ne
rivelano, infatti, la stretta relazione con l'ambiente e le sue
trasformazioni.
Si ritiene che intorno alla fine del XIII secolo Mirto esportasse
soltanto suini e che, quindi, vi fosse una grande quantità di querce
che producevano ghianda.
La produzione più caratterizzante fu, tuttavia, quella del mirto, da
cui il paese ha preso nome, che veniva adoperato soprattutto nella
conciatura.
Alla fine del XV secolo, però, tale pratica venne progressivamente
abbandonata, probabilmente a vantaggio della più redditizia
produzione di drappi di seta messinese.
E' certo, infatti, che all'inizio del XVI secolo la valle vide
cambiare il manto vegetale per l'impianto di estesi gelseti
necessari per l'industria serica, essendo le foglie del gelso
l'alimento preferito del baco da seta. Tra il XVI e XVII secolo
l'intero territorio appariva, inoltre, costellato da una grande
quantità di costruzioni per il nutricato, ovvero i luoghi di
allevamento del baco da seta. Il fenomeno del disboscamento fu
determinato anche dall'intensa attività di coltura e produzione di
canna da zucchero, a partire dalla prima metà del XVI secolo. In
questo periodo, nei pressi di Mirto, venne infatti attivato un
trappeto per la produzione di zucchero, la qual cosa comportò
verosimilmente la distruzione di gran parte del manto boscoso
dell'intera area.
Tali vicende, legate alla produttività del territorio, sottolineano
il ruolo di Mirto nel definire il potenziale economico dei luoghi e
la sua importanza nel quadro economico del sistema feudale
siciliano.
Ancora oggi, l'economia mirtese si basa prevalentemente sul settore
agricolo per l'abbondante produzione di olio di oliva di ottima
qualità, fra i più profumati della Sicilia. Notevole interesse
riveste inoltre l'agrumicoltura, per la produzione di limoni di alta
qualità, di arance e clementine di varietà diverse. Noccioleti,
castagneti, vigneti e frutteti completano il quadro della produzione
agricola del territorio.
Non meno significativa è l'industria di marmi, che produce e lavora
marmi di altissimo pregio, esportati in Italia e all'estero.
Affermata in campo nazionale è, anche, l'industria manifatturiera.
L'artigianato locale, sebbene oggi notevolmente ridotto, attira
turisti da diverse località della Sicilia. Famosi sono i ricami a
mano e, soprattutto, la lavorazione del vimini, dello stagno e,
soprattutto, quella del legno e della pietra. Due famiglie in
particolare, Mele e Allò, si sono distinte per le numerose opere
artistiche di pregiata fattura, realizzate tra il 1400 e il 1800 e
conservate ancora oggi a Mirto e in diversi paesi dei Nebrodi. Alle
famiglie Lanuto e Vitanza, che operarono a Mirto a partire dal XIV
secolo, si devono, invece, pregevoli opere in pietra, tra cui il
portale maggiore e il portale laterale della Chiesa Madre.