Per chi percorre la strada tra Messina
e Palermo, la valle del Fitalia offre suggestive prospettive di
penetrazione; prospettive che si incuneano tra piccole valli, quinte
di rocce, colli alberati coronati di abitazioni la cui dominante,
comunque, è ancora il prevalere di una rigogliosa vegetazione. In
particolare due valli minori risalgono attraverso balzi rocciosi e
conducono verso un fitto di vegetazione boschiva, solcate in fondo
dalla poca acqua del torrente. Su uno degli spartiacque si stende
l'abitato di Mirto, allungato sopra un dorso che sbarra, in primo
piano, l'ampia vallata del Fitalia e gli altri paesi circonvicini vi
si sistemano attorno a corona.
Le piccole e antiche case che accompagnano il cammino di chi penetra
nell'abitato intervallato da chiese e monasteri ( alcuni ormai
leggibili solo dalle mura perimetrali ) rendono ancora il senso di
una storia antica che la recente urbanizzazione non è riuscita a
cancellare, una storia che parecchi secoli fa era legata alle grandi
risorse del bosco.
Iniziamo la nostra visita guidata con la Chiesa Madre ( Maria S.S.
Assunta ), ubicata nel nucleo più antico del paese, antistante la
piazza Duomo. La pianta è a croce latina a tre navate e profondo
presbiterio. Le navate secondarie culminano con due cappelle: a
destra è situata la statua della Madonna della Catena ( scuola del
Gagini ), a sinistra un ciborio in marmo del XVI secolo. La
copertura è in legno con intarsi ed elementi stellari con al centro
una pregevole statua lignea del XVII secolo raffigurante una
Madonna. La statua lignea di Santa Tecla, Patrona del paese, della
metà del XVI secolo si trova nella custodia della macchina
scenografica dell'altare ricoperto da doratura originaria a mecca
costruita dalla perizia di Pitro Allò ( ed è probabile che anche la
statua della Santa lo sia ); la statua di Santa Lucia ( o Santa
Caterina ) è un mirabile esempio di scultura lignea locale, ha
subìto in passatoun dubbio intervento al volto e alle mani. Lungo le
navati laterali si trovano enormi tele con cornici dorate di
pregevole fattura locale raffiguranti diverse tematiche tratte dalla
Bibbia, dipinte da Joseph De Thomasi intorno alla metà del XVII
secolo. La chiesa Madre purtroppo a subito un drastico intervento di
"restauro" intorno agli anni '60, cosa che, pur avendo compromesso
il significato di alcune sue parti, non le ha tuttavia tolto la
maestosità dell'impianto.
Da Piazza Duomo si arriva in Piazza Vittorio Emanuele ed e lì, mell'angolo
più in rilievo, che si trova la chiesa di S.Nicola, ristrutturata
all'esterno ma non ancora all'interno. Questa chiesa, per
tradizione, vuole essere la più antica e forse la Matrice. Ad
un'unica navata, nel XV e XVI secolo ha subito delle modifiche e non
è escluso che l'antico impianto abbia subito influenze bizantine.
Scendendo dalla via Umberto, poco prima di arrivare in piazza,
sopraelevata rispetto al corso emerge la chiesa di S.Alfio.
Costruita nel 1607 onora anche gli altri due martiri Cirino e
Filadelfio; le statue lignee dei tre santi, esempi interessantissimi
di scultura lignea siciliana, si situano con regale compostezza di
gentiluomini con gorgiere seicentesche su sedie riccamente
intagliate. Salendo per la via Umberto all'altezza di quella che
doveva essere un'antica dimora dei Filangeri, si apre un vicolo che
porta alla chiesa di S.Maria del Gesù. Fondata nel XVI secolo, ma
modificata in epoche successive, la struttura in pietra è arricchita
da un portale in arenaria scolpita e da un campanile sormontato da
una cupola decorata con elementi di aiolica invetriata ( così come
quello di S.Alfio ). L'interno è ad un'unica navata che culmina con
l'altare principale dove è situata una splendida Madonna con bambino
che venne ultimata nel 1578 da Giuseppe Gagini, uno degli ultimi
eredi della famosa famiglia. La Madonna in un unico blocco di marmo
( o abbastro ? )è posta su un basamento con bassorilievi
raffiguranti scene bibliche. In una delle cappelle laterali,
inserita in una "vara" che è un autentico merletto ligneo, è situata
una Madonna con Bambino che tiene in mano un cardellino: pur essendo
scultura locale, la tecnica seguita è quella dell'estofado spagnolo.
La statua è databile tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo.
Proseguendo per la Via Umberto, troviamo la Chiesa Maria S.S. del
Rosario, ad un'unica navata. Ristrutturata nel XVII secolo ha
l'esterno caratterizzato da un bellissimo poprtale in arenaria con
riquadri di maschere diaboliche. Era annessa all'antico convento dei
Domenicani ( distrutto ). Attaccata all'omonimo convento, su di
un'altura all'ingresso del paese si trova la chiesa dei cappuccini
datata 1844, interessante per la cripta.